Ma vengono proprio a tutte… o forse no?!
Il 19 febbraio è la giornata mondiale della sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser (MRKH).
La Sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser (Mrkh) è caratterizzata da aplasia congenita dell’utero e della porzione superiore (2/3) della vagina. Colpisce almeno 1/4.500 donne. La Mrkh può essere isolata (tipo 1) ma, più frequentemente, si associa a difetti renali, vertebrali e, più raramente, dell’udito e del cuore (Mrkh tipo 2 o associazione Murcs).
Il primo segno clinico della Sindrome di Mrkh è l’amenorrea primaria in giovani donne che presentano, peraltro, uno sviluppo regolare dei caratteri sessuali secondari e dei genitali esterni, con ovaie normali e funzionanti e cariotipo normale 46, XX, in assenza di anomalie cromosomiche visibili.
La rocambolesca avventura della protagonista parte dalla diagnosi consegnata a un’adolescente che diventa donna, fino ad arrivare al rapporto di coppia e alla scelta, felice, di avere un figlio con la Gestazione per altri (Gpa). “Sempre più difficile” come si dice al circo: il percorso di Olivia la porterà fino in Ucraina, proprio durante l’invasione russa.
