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Nasce una nuova casa editrice: “le plurali”. Slogan: “Libri femministi per menti curiose”

di Annarita Briganti

Pubblicano solo autrici. Per una scelta precisa: “Bisogna colmare un vuoto culturale che va avanti da secoli. Le donne devono riappropriarsi della loro voce”
“Libri femministi per menti curiose”: è questo lo slogan di una nuova casa editrice “femminista, indipendente, inclusiva, curiosa” che pubblica esclusivamente scrittrici, fondata da quattro donne trenta/quarantenni con esperienze nel mondo culturale, accademico e nel Terzo Settore, che vivono tra Dublino, Roma e Firenze e che hanno ideato e avviato questo progetto in piena pandemia.

“le plurali”, come si chiama questo nuovo marchio – sede legale a Morlupo (Roma) –, sono Beatrice Gnassi, Clara Stella, Hanna Suni e Valentina Torrini. Le editrici, che si occupano anche delle traduzioni, della grafica, delle illustrazioni, della comunicazione e, come nel caso di Torrini, sono pure autrici, si sono conosciute quando collaboravano a un blog di un altro editore e hanno deciso di realizzare il loro sogno – fare libri, lavorare con i libri – nel 2020. Il marchio è stato registrato, in modo simbolico, l’8 marzo 2021. I primi due titoli – Girls Will Be Girls di Emer O’Toole e Lady Cinema di Valentina Torrini – sono usciti da poco. La distribuzione è prevista in tutte le librerie d’Italia, di catena e indipendenti, oltre agli store online e alla vendita diretta sul loro sito – lepluralieditrice.net –, dove si possono trovare pure la shopper femminista in cotone naturale con una frase di Marie Curie – “Com’è essere sposate a un genio? Non so, chiedete a mio marito!” –, la t-shirt femminista in cotone organico con una citazione di Louisa May Alcott – “Non ho paura delle tempeste perché sto imparando come governare la mia barca” – e una piccola sacca creata con stoffe e scampoli e cucita a mano, per custodire i propri libri e il proprio e-reader e per portarli con sé.

«Ci muove l’amore per i libri. Siamo tutte e quattro appassionate di libri, dell’oggetto libro, anche se le nostre pubblicazioni si trovano pure in ebook. Lavorare con i libri è sempre stato il nostro sogno. Dietro i nostri libri c’è il desiderio di portare avanti una filosofia di vita che è quella del femminismo» dice Torrini, che sottolinea anche come la loro carta pesi circa ottanta grammi, più spessa di quella che normalmente viene usata, e la lettura da loro proposta sia adatta anche, per il tipo di carattere usato, alle persone dislessiche.

«Abbiamo scelto di pubblicare solo autrici per colmare un vuoto culturale che va avanti da secoli. Le donne devono riappropriarsi della loro voce, parlare per loro stesse, raccontare la loro storia personale in cui pure altre donne possano riconoscersi» aggiunge l’editrice scrittrice, che ci racconta anche quale tipo di femminismo sostengano le plurali. «C’interessa l’intersezionalità, non un femminismo che riguardi solo le donne bianche ed etero, ma anche le donne che hanno un’altra sessualità e origini diverse. L’inclusività si basa sul rispetto dell’altra/dell’altro. le plurali rispecchia la nostra idea di femminismo, un femminismo che comprenda, per esempio, anche le donne non biologiche, e, magari, pure gli uomini. Il nostro slogan, “Libri femministi per menti curiose”, fa riferimento alla mente, che è senza genere. Speriamo che siano interessati ai nostri libri anche gli uomini».

Tre anni per farcela, è questo il tempo che si sono date, e autonomia totale, pure finanziaria. «È un investimento di soldi e di passione» dichiara Torrini che, con il suo Lady Cinema, propone una “Guida pratica per attivare le tue lenti femministe” analizzando come vengono rappresentate le donne sul grande schermo, spesso stereotipate e create a favore dello sguardo maschile, per riflettere sul messaggio femminista, o non femminista, dei film e sul ruolo delle donne dietro e davanti alla macchina da presa. Prefazione di Marina Pierri. Attuale anche l’altro le plurali già disponibile in libreria, il saggio autobiografico di Emer O’Toole, irlandese trasferitasi a Montréal, professoressa associata in Irish Performance Studies alla Concordia University e scrittrice.

Una riflessione sul concetto di genere, “un costume attillato che la società ci mette addosso non appena nasciamo, un copione che interpretiamo, spesso senza accorgercene”, con l’invito a immaginare nuovi ruoli per le donne, a riscrivere un copione ormai superato, nel quale non ci riconosciamo più, nel quale non ci siamo mai riconosciute. Traduzione di un’altra fondatrice di questa casa editrice, Beatrice Gnassi. Sempre Gnassi ha tradotto anche la terza uscita di questo marchio, una utopia femminista che arriverà in italiano nel nostro Paese per la prima volta, dal 6 ottobre: Muoviamo le montagne, dell’americana Charlotte Perkins Gilman, scrittrice femminista, nata nel 1860, scomparsa nel 1935, interessata soprattutto alla relazione tra femminismo, indipendenza economica, rispetto ambientale ed evoluzionismo. Nei suoi scritti Perkins Gilman si è occupata anche di depressione post-partum e di tutte le discriminazioni che subiscono le donne. Per una letteratura, e per una società, all’insegna del girl power.

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