muoviamo le montagne

Muoviamo le montagne è «un’utopia di breve distanza», così la definisce Perkins Gilman, che ci porta in una nuova America, dove le donne si sono “risvegliate”, hanno capito il loro potenziale e preso le redini del comando, partendo dall’idea che misoginismo, povertà e sfruttamento lavorativo sono stati la causa d’ogni male

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info

ISBN (brossura) 979-12-80559-04-3

ISBN (ebook) 979-12-80559-05-0

Data di uscita 6 ottobre 2021

Titolo originale Moving the Mountain

Traduttrice Beatrice Gnassi

Dimensione 13 x 20 cm

Grafica Hanna Suni

Pp. 220

Formati brossura e ebook

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descrizione

Muoviamo le montagne è «un’utopia di breve distanza, un’utopia neonata, qualcosa di piccolo che può crescere», così la definisce Perkins Gilman, inserendola in una tradizione di pensiero che passa per Platone, Thomas More ed Edward Bellamy.

John, perso trent’anni prima durante una spedizione in Tibet, viene ritrovato dalla sorella Nelly, che lo riporta in un mondo del tutto cambiato. In questa nuova America, le donne si sono “risvegliate”, hanno capito il loro potenziale e preso le redini del comando, partendo dall’idea che il misoginismo, la povertà e lo sfruttamento lavorativo sono stati la causa d’ogni male in passato.

Perkins Gilman, nel 1911, catalizza nel protagonista le rimostranze di un uomo medio del suo tempo di fronte a cambiamenti radicali, che per certi versi ancora oggi possono dirsi futuristici. Dalle norme sociali all’economia, dai mezzi di trasporto al rispetto della natura, dalla religione all’educazione, il libro ripercorre il viaggio fisico e mentale di un uomo in un universo femminista, ecologico e cibernetico.

leggilo se

  • sei curiosa di leggere un romanzo utopico femminista
  • ti piacciono i libri di Margaret Atwood
  • ti chiedi cosa pensavano le donne dei primi del Novecento dell’inquinamento
  • vuoi scoprire cosa sia riuscita a immaginare una scrittrice nel 1911, inclusi asili nido gratuiti “aziendali”

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recensioni

Anche se viene letto come una serie di impavide avventure fantascientifiche, il cuore della [trilogia] Terra di lei è un trattato inequivocabilmente femminista. Gilman procede in un modo che persino alcuni progressisti del XXI secolo evitano in nome della diplomazia.

The Guardian

Il romanzo unico nel suo genere rivela la chiaroveggenza dell’autrice nell’anticipare elementi sostanziali di modernità. 

Clotilde Veltri, Robinson de La Repubblica

È davvero un romanzo che si legge tutto d’un fiato, provando sempre a portare nell’oggi quel che fu immaginato e non è ancora.

Paolo Romano, Incartamenti

 

Presentazione di Muoviamo le montagne da Legatoria Prampolini a Catania. Dialogano Clara Stella, editrice, e Veronica Sicari, avvocata, femminista

Clara Stella e Marta Conti di Filosofemme parlano del libro in una Diretta Insta

Clotilde Veltri recensisce Muoviamo le montagne su Robinson de La Repubblica

Claudia Arletti recensisce Muoviamo le montagne su Il venerdì de La Repubblica

Debora Lambruschini recensisce Muoviamo le montagne su Critica Letteraria

Ornella Cioni parla di Muoviamo le montagne su L’Articolo21

Luciana Grillo scrive di Muoviamo le montagne su L’Adigetto.it

Segnalazione dell’evento Scrittura femminili tra utopia e distopia al Salone di Torino su Il Manifesto

The Bookish Explorer segnala l’uscita di Muoviamo le montagne

La Bottega dei Libri segnala in anteprima l’uscita di Muoviamo le montagne

Marta Conti recensisce Muoviamo le montagne su Filosofemme.it

Maria Vittoria Vittori segnala Muoviamo le montagne su Leggendaria

Muoviamo le montagne su illibraio.it

Muoviamo le montagne recensito da Paolo Romano su Incartamenti

Azzurra Gelfo parla di Muoviamo le montagne su La Bottega dei Libri

Nel mondo civilizzato non ci sono più cose come la povertà, i problemi di lavoro, problemi di colore della pelle, problemi sessuali, non ci sono quasi più malattie, pochissimi incidenti, praticamente nessun incendio, il mondo è stato velocemente riforestato, la qualità del suolo migliorata; la produzione cresce in quantità e qualità; nessuno ha bisogno di lavorare più di due ore al giorno e la maggior parte ne lavora quattro, non abbiamo più la corruzione, né l’adulterazione del cibo, né la malversazione, né il crimine.

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