hijab butch blues
Questo memoir intimo e toccante, che va dall’infanzia della protagonista al trasferimento negli Stati Uniti per l’università, fino all’età adulta, racconta una storia universale di formazione e di autodeterminazione, che abbatte luoghi comuni e barriere culturali.
9,00 € - 18,00 €Fascia di prezzo: da 9,00 € a 18,00 €
info
ISBN (brossura) 9791280559463
ISBN (copertina rigida)
ISBN (ebook) 9791280559470
ISBN (audiolibro)
Data di uscita 13 novembre 2024
Anno di pubblicazione 2024
Titolo originale Hijab butch blues
Traduttrice Beatrice Gnassi
Dimensione 13 x 20 cm
Grafica Hanna Suni
Pp. 304
Illustratrice
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descrizione
Lamya vive in Medio Oriente, ha quattordici anni e una cotta per la sua insegnante, si annoia terribilmente, vorrebbe sparire, si sente fuori posto. Fino a quando, leggendo un passo del Corano, tutto cambia, perché Lamya si rende conto che anche Maria di Nazareth era disinteressata agli uomini, proprio come lei. Inizia allora a rileggere il Corano mettendolo in relazione con le sue esperienze, desideri e il suo coming out. Lamya costruisce un po’ alla volta la sua identità di donna migrante, musulmana e queer, e i rapporti con la comunità a cui appartiene.
Questo memoir intimo e toccante, che va dall’infanzia della protagonista al trasferimento negli Stati Uniti per l’università, fino all’età adulta, racconta una storia universale di formazione e di autodeterminazione, che abbatte luoghi comuni e barriere culturali.
Il libro, vincitore dello Stonewall Book Award, è il primo del progetto voci kwir, che accoglie voci autoriali queer dall’area mediorientale, nordafricana e delle diaspore, per superare stereotipi identitari e condividere visioni di liberazione, con la direzione editoriale di Cecilia Dalla Negra e Paola Rivetti.
Leggilo se
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vuoi capire, nella pratica, cosa significa intersezionalità
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sei appassionata di memoir e romanzi di formazione originali
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non ti viene in mente alcuna storia queer musulmana, senza stereotipi
Guarda il booktrailer
- vincitore dello Stonewall Book Award
- vincitore del Marchio di Qualità, narrativa Microeditoria 2025
curatrici
recensioni
In un momento in cui vediamo la promozione dei diritti LGBTQIA+ strumentalmente usata per giustificare il genocidio in Palestina, la voce di Lamya ci ricorda che non c’è un modo solo per essere queer, che non esiste un modello unico al quale aderire e, soprattutto, che la liberazione non è realizzabile se non lo è per tuttɜ e se non è fatta con amore e cura reciproca. Il progetto voci kwir inaugura la sua esistenza nel mondo con un libro che è profondamente antirazzista e decoloniale, e che fa della queerness un approccio al mondo e non soltanto una questione di identità o di avanzamento dei diritti individuali. Che la voce queer di Lamya, la sua gentilezza e la sua determinazione, possano risuonare nei vostri cuori e riflettersi nelle vostre azioni e nella vostra politica.
Cecilia Dalla Negra e Paola Rivetti
Cinzia Inguanta scrive di hijab butch blues su L'altro femminile
Lamya H., Beatrice Gnassi, Paola Rivetti e Alessandra Mari in una diretta Insta per il lancio di hijab butch blues
Internazionale consiglia la lettura di hijab butch blues
Hijab butch blues tra i consigli di lettura di DaLeggere
Hijab butch blues segnalato da Il Manifesto
Elena Mordiglia intervista Beatrice Gnassi e Paola Rivetti su Sui Generis di Radio Popolare
Valeria Parrella menziona hijab butch blues sulla pagina di cultura di Grazia
Maurizio Nappa scrive di hijab butch blues su Pappeceblog.it
Chiara Cruciati intervista Lamya H. su Il Manifesto
Katya Parente intervista Lamya H. per Gionata.org
Lettore Ambulante recensisce hijab butch blues sul suo blog
Fabio Poletti scrive di hijab butch blues su nuoveradici.world
Gabriele Ottaviani parla di hijab butch blues su Convenzionali
Recensione di hijab butch blues su Nelliamoci
Giada Giancaspro recensisce hijab butch blues su Ghigliottina.info
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Libri di altre micro case editrici sul tema "margini"
8tto edizioni: Autogrill di Alessandra Gondolo
Astarte Edizioni: Questa terra è donna di Cecilia Dalla Negra
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recensioni dei clienti
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«Ho persone che mi offrono parole di conforto e supporto, che mi credono e sono pronte a difendermi. Questo è quello di cui avrò bisogno quando anch’io inizierò ad avventurarmi nel mondo, a vivere come una persona queer a modo mio, a costruire la mia comunità.»

