«Quando la incontrai di persona, faccia a faccia, o corpo a corpo, un brivido di gioia mista all’emozione mi scosse! Brillante, luccicava come una stella. Era bella davvero e si intuiva un suo percorso profondo, si capiva che veniva da lontano, questo la rendeva, e tutt’ora la rende, persona di massimo rispetto. Colei che ha aperto strade, circuiti e passaggi segreti che oggi permettono un percorso autentico a tante persone. Grazie Romanina».
– Porpora Marcasciano dalla prefazione a “Io, la Romanina”
Candidata al Premio Nobel per la pace 2025 e riconosciuta nel 2015 da Amnesty International come attivista a difesa dei diritti umani e civili, Porpora Marcasciano è anche la madrina d’eccezione dell’autobiografia di Romina Cecconi.
La puoi ammirare nel film “Le favolose” di Roberta Torre, ma te la facciamo conoscere anche in questo post. 

Testimone e protagonista di una storia trans dai suoi esordi a oggi, Porpora Marcasciano è fondatrice e presidente onoraria del Mit – Movimento identità trans, attualmente ricopre la carica di Presidente della Commissione parità e pari opportunità del Comune di Bologna.
Sociologa e ricercatrice, ha scritto numerosi saggi sulle questioni riguardanti l’identità di genere. Ha pubblicato Tra le rose e le viole. La storia e le storie di travestiti e transessuali (Manifesto Libri, 2002); Favolose narranti (Manifesto Libri, 2009); AntoloGaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta (Ed. Alegre, 2015); L’Aurora delle trans cattive. Storie sguardi e vissuti della mia generazione transgender (Ed. Alegre, 2018).
Si occupa di ricerca storica e archivi tra cui il suo personale che custodisce cinquanta anni del movimento lgbtqia+.
Che dire, grazie a te, Porpora! 
Se invece vuoi leggere la storia di Romina Cecconi, manca davvero poco: è in uscita il 10 settembre.
