«[…] mamma mi rese libera, facendomi capire che era dalla mia parte. Mi resi conto che mi ero affezionata e che lei mi aveva liberata. Mi ha liberata da una società che mi avrebbe fatto pensare di essere l’ultima degli ultimi. Mi ha liberata alla vita».
– Maya Angelou
In America è un’icona. In Italia è ancora poco conosciuta. Ma noi plurali la leggiamo e la amiamo. L’abbiamo anche tradotta! E oggi la celebriamo nella nostra #domenicafemminista.
Poeta, scrittrice e attivista, ma anche attrice, ballerina e conduttrice di tram a San Francisco. Maya Angelou ha scritto una vita intera in sette memoir, ma in italiano ne sono arrivati solo due. In “Lei che mi ha liberata” (la nostra traduzione del suo settimo memoir “Mom&me&mom”), racconta del legame con sua madre, una donna difficile e imperfetta, ma capace del gesto più potente: stare dalla parte di sua figlia.
Nella sua vita rocambolesca e incredibile, Maya è stata la prima donna nera fare molte cose, tra cui anche quella di comparire su una moneta da 25 cent negli Stati Uniti. Sì, la sua effige è sul quarter. Perché chi ha trasformato il dolore in parole e la parola in libertà va stampata ovunque, non solo nei libri.
Cara Maya, questa non è una moneta, ma un post che ti dedichiamo con gratitudine e amore 
