Marjane Satrapi

marjane satrapi
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Marjane Satrapi, classe 1969, ha solamente dieci anni quando, nel 1979, Khomeini diventa il leader della rivoluzione iraniana. L’ayatollah, fino a quel momento in esilio in Francia, in quell’anno trasforma l’Iran in una Repubblica Islamica e impone un sistema di governo nel quale veniva riconosciuto il ruolo di guida del giurista islamico sulla comunità. Nello stesso anno, lo zio di Marjane, Anoosh, prima di morire in carcere per le sue idee politiche, la vuole vedere per affidarle una missione: «I ricordi di famiglia non devono perdersi. Anche se non è facile per te, anche se non puoi capire tutto».
Ci vorranno infatti vent’anni, svariate fasi depressive e quattro punti di sutura in testa per essere scivolata dalle scale, prima che Marjane inizi a progettare, scrivere e illustrare a fine anni Novanta il suo capolavoro “Persepolis”, poi pubblicato tra il 2000 e il 2005.
Con questo fumetto, annoverato dal Guardian tra i 100 libri più importanti e influenti del XXI secolo, Marjane ha fatto del suo attivismo un progetto artistico, politico e culturale insieme. Persepolis ci pone molte domande e poche risposte, decostruisce uno dopo l’altro stereotipi e preconcetti che caratterizzano i due mondi tra cui l’autrice si trova a vivere: l’Oriente e l’Occidente.
Di una cosa Satrapi è certa: è l’educazione che ci rende libere di scegliere per noi stesse. La nonna, una sorta di musa che guida la ragazza da lontano, incarna l’essenza di un equilibrio che la protagonista cercherà di rincorrere: superare i limiti, denunciare i soprusi, ma non dimenticare le bellezze della tradizione.
Della trasposizione cinematografica di Persepolis del 2007 (co-diretta dall’autrice e dal regista francese Vincent Paronnaud) si parla anche in “Lady Cinema. Guida pratica per attivare le tue lenti femministe”.
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