il mito della bellezza

il mito della bellezza
il mito della bellezza

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Oggi vi vogliamo consigliare uno dei nostri libri, in base a un altro che vi è piaciuto.
È il turno di “Girls will be girls. Travestirsi, interpretare ruoli, cambiare le regole”, il saggio autobiografico della femminista irlandese Emer OToole.
Nel 1991, la femminista statunitense Naomi Wolf, non ancora trentenne, pubblica “Il mito della bellezza” in cui esplicita quanto sia subdolo il concetto di femminilità e di quanto i canoni di bellezza siano strumentali al potere maschile e al patriarcato.
O’Toole, nel suo saggio scritto a distanza di quasi trent’anni, riprende i concetti di Wolf e li attualizza sperimentando, in maniera ironica e brillante, come il genere sia un costume attillato che la società ci mette addosso non appena nasciamo, un copione che interpretiamo, spesso senza accorgercene. Ma cosa accadrebbe se fossimo noi a immaginare nuovi ruoli e a riscrivere il copione?
Se avete amato “Il mito della bellezza” di Naomi Wolf, leggerete con interesse “Girls will be girls” di Emer O’Toole.
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