«Come stai?»
«Stanca».
Questa è la risposta che, in termini statistici assoluti, ho rivolto più spesso ai volti di chi mi chiedeva come stessi. […] Stanca prima che felice, triste, arrabbiata, annoiata, scorata, entusiasta, gaia, lieta, agitata, burrascosa, tremebonda, commossa, trasognata, iraconda, straziata, elettrizzata.
Stanca prima che viva.
La nostra stanchezza è una risposta a un trauma. Un trauma sociale, un trauma generazionale, un trauma di classe, un trauma di sistema.
Questa stanchezza non possiamo dissiparla, non possiamo superarla, non possiamo ignorarla.
Ma possiamo lottare. Non contro la stanchezza, ma contro chi e cosa la genera e ne trae vantaggio.
Lottiamo stanche. E, sia ben chiaro, la nostra lotta inizia con un pisolino.
