gina galeotti bianchi

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Il 25 aprile non รจ solo memoria: รจ una pratica. E passa anche dai corpi delle donne che hanno scelto di esserci.
Oggi ricordiamo ๐—š๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—š๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ผ๐˜๐˜๐—ถ ๐—•๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ถ.
Con il nome in codice di Lia, faceva la staffetta partigiana nella periferia di Milano. Portava messaggi, armi, informazioni e rischiava ogni giorno, attraversando posti di blocco.
Il 24 aprile 1945, alla vigilia della Liberazione, fu uccisa da un gruppo di fascisti mentre era in bicicletta. Aveva 23 anni.
La sua storia rompe una narrazione ancora troppo diffusa: quella delle donne come figure di supporto alla Resistenza, marginali, silenziose. Le partigiane cโ€™erano. Combattevano. Sceglievano. Disobbedivano. Morivano.
Ricordare Gina Galeotti Bianchi oggi significa riconoscere che la libertร  che celebriamo il 25 aprile รจ anche il risultato di una ๐—น๐—ผ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—ณ๐—ฒ๐—บ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐—น๐—ฒ, ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ, ๐—ถ๐—ป๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ฎ.
E che non รจ mai definitiva… โœŠ๐ŸฝโœŠ๐ŸพโœŠ๐Ÿฟ
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