disability pride

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In occasione del #DisabilityPride che si tiene oggi e domani a Roma (23 e 23 settembre) condividiamo un estratto dalla prefazione di Marina Cuollo a “Felicemente seduta. Il punto di vista di un corpo disabile e resiliente” di Rebekah Taussig.
«[…] nel suo mémoire Rebekah Taussig sceglie di utilizzare maggiormente l’identity-first language. Si tratta di un linguaggio che descrive la disabilità come parte di ciò che siamo, che nasce dall’#orgoglio di considerare la disabilità una componente della nostra identità. La parola disabile assume quindi un valore strettamente connesso a comunità, cultura e storia: persona disabile, donna disabile, corpo disabile. Tra i linguaggi utilizzati ne esiste anche un altro altrettanto valido: il person first language. In questo caso si sceglie di posizionare il soggetto prima di qualsiasi riferimento alla #disabilità».
E ripetiamo sempre come un mantra: “Tutti i corpi sono validi”.🦿🦾👩‍🦽👩‍🦼👩‍🦯
Buon #disabilitypride2022 a tutt*!
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