«Siamo gravide di libertà».
— Assata Shakur
Militante del Black Panther Party e poi del Black Liberation Army, Shakur ha intrecciato lotta politica, femminismo nero e resistenza radicale contro il razzismo sistemico e la violenza di Stato. Per questo è stata perseguitata dall’FBI e inserita tra i “most wanted” come se la richiesta di giustizia fosse un crimine.
Ma la sua assenza non può oscurare ciò che ha seminato. Le sue parole, le sue poesie, la sua stessa esistenza hanno scavato nuovi sentieri per chi lotta oggi e continuare percorrerli è un nostro dovere.
Assata non è solo un’icona: è stata un esempio di pratica quotidiana di ribellione, una presenza che costringeva a guardare in faccia le contraddizioni dell’America e del mondo.
Oggi, mentre ricordiamo Assata Shakur, il suo femminismo nero ci chiede di non accontentarci di libertà parziali: perché nessuna liberazione è autentica se lascia indietro qualcun*.
Assata, rest in power e continua a guidarci 
