24.5. Sette peccati necessari a Firenze

Mona Eltahawy a Pisa
Mona Eltahawy a Pisa

Tempo di lettura: 3 minuti

mercoledì 24 maggio alle ore 19

cinema La Compagnia (via Camillo Cavour 50R)

La tappa di Firenze si terrà all’interno della rassegna di cinema e dialoghi femministi “Mai Mute” creato da CinematograFica, presso il cinema La Compagnia (via Camillo Cavour 50R) alle ore 19 e si aprirà con il saluto dell’assessora Benedetta Albanese. Durante l’evento, organizzato in collaborazione con le associazioni Nosotras e CinematograFica, Mona Eltahawy dialogherà con la consigliera comunale Antonella Bundu.

A seguire ci sarà un aperitivo a buffet (8 euro) e la proiezione (6 euro) del film Born in Flames (1983) con un messaggio video della regista Lizzie Borden e un’introduzione a cura di Cinematografica. È possibile acquistare ticket aperitivo e ingresso alla proiezione a 12 euro. L’incontro con Mona Eltahawy è a ingresso libero.

L’iniziativa è stata organizzata grazie al contributo di Fondazione CR Firenze e del Comune di Firenze.

 

Un vero e proprio vademecum per sovvertire le regole del sistema al grido di “fanculo il patriarcato” quello di Mona Eltahawy, che la rivista Newsweek ha nominato tra le “150 donne senza paura del 2012”, e il Time una delle attiviste più influenti al mondo. La scrittrice dal 21 al 26 maggio sarà in tour Italia per presentare il suo libro, edito da le plurali editrice, creando momenti di incontro con ospiti e talk. Il tour parte dal Salone del libro di Torino il 21 maggio e sarà a Milano il 22, a Bologna il 23, a Pisa e Firenze il 24, a Napoli il 25 e a Roma il 26.

Corre su Twitter il grido della rivoluzione contro il patriarcato che Mona Eltahawy conduce con rabbia e con coraggio dalle pagine di quotidiani come il New York Times, il Guardian, il Washington post, sul suo blog Feminist Giant con decine di migliaia di lettori, sui social e in saggi e discorsi pubblici. Tutto nasce dall’hashtag #MosqueMeToo con cui ha iniziato a denunciare gli abusi subiti a 15 anni durante un pellegrinaggio religioso alla Mecca. Alla sua denuncia se ne sono aggiunte molte altre di ragazze musulmane abusate negli spazi religiosi. Eltahawy diventa leader di un vero e proprio movimento contro l’oppressione femminile nel mondo arabo, sull’onda del #MeToo, salito alla ribalta delle cronache per il coinvolgimento del mondo dorato di Hollywood, ma nato dalle proteste delle donne afroamericane.
Nel novembre 2011, si è salvata grazie a un tweet, quando la polizia antisommossa egiziana l’ha arrestata a piazza Tahrir, l’ha picchiata, rompendole il braccio sinistro e la mano destra, aggredita sessualmente e detenuta per dodici ore. È stata rilasciata grazie al potere della rete, che si è mobilitata in sua difesa. La sua scrittura è un’arma, che l’ha portata a essere tra le 100 donne arabe più potenti al mondo  per la forza dirompente del suo messaggio


Sette peccati necessari, pubblicato in lingua originale nel 2019, dopo un successo internazionale, arriva in Italia grazie alla casa editrice indipendente le plurali, nata nel 2021 con l’obiettivo di valorizzare la voce autoriale e la professionalità delle donne, in un’ottica intersezionale e internazionale. 

Quali sono i sette peccati che le donne devono commettere per essere libere? Rabbia, attenzione, volgarità, ambizione, potere, violenza, lussuria. Mona Eltahawy ribalta il punto di vista delle donne attraverso la consapevolezza, elenca dati, numeri e avvenimenti simbolo della violenza di genere in tutto il mondo, racconta la storia e l’ispirazione di attiviste, che hanno sfidato il sistema in Cina, India, Uganda, Brasile, ma anche nel mondo Occidentale, negli Stati Uniti in primis. 

Mona Eltahawy, come scrive nella sua prefazione al libro l’autrice Igiaba Scego, candidata quest’anno al Premio strega, «costruisce non solo un vocabolario di lotta e rivoluzione, ma crea un nuovo linguaggio dove i corpi, qualsiasi sia la propria concezione di sé come genere, appartenenza o geografia, costruiscono una rivoluzione personale che è pronta a diventare universale». 

Il tour è organizzato dall’associazione Uniche ma plurali Odv e dalla casa editrice le plurali, con la collaborazione di Amnesty International Italia. L’autrice toccherà le principali città italiane dove incontrerà il pubblico e dialogherà con ospiti, associazioni e istituzioni per sensibilizzare sui temi dei diritti delle donne, della violenza di genere e dell’attivismo delle donne nel mondo, con una particolare attenzione al mondo arabo.

le plurali editrice
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